Campionamenti e prelievi dei reflui e mezzi di prova

02 luglio 2018

La Cassazione (Sez. IV del 5 aprile 2018, n. 15175) si pronuncia in ordine ai campionamenti e prelievi dei reflui in relazione al sistema processuale dei mezzi di prova.
Il vigente sistema processuale non propone gerarchie tra i vari mezzi di prova o aritmetiche probatorie; informato al principio del libero convincimento - e quindi del ragionevole apprezzamento delle prove legalmente acquisite - esso affida ai parametri della manifesta illogicità e della compiutezza della motivazione il compito di garantire, mediante il giudizio di legittimità, la ragionevolezza del giudizio.
Anche nei settori nei quali risultano indicazioni normative per uno speciale rilievo di valori soglia e peculiari previsioni per il relativo accertamento, viene escluso che la prova possa essere data esclusivamente secondo particolari metodiche.
Nello specifico di ricorda che in relazione al reato di cui all'art. 137, comma 5, d.lgs. n. 152 del 2006, concernente il superamento dei limiti di emissione per lo scarico di acque reflue recapitati in pubblica fognatura, si insegna che le indicazioni sulle metodiche di prelievo e campionamento del refluo, contenute nell'allegato 5 alla Parte Il del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (campione medio prelevato nell'arco di tre ore), non costituiscono un criterio legale di valutazione della prova e possono essere derogate, anche con campionamento istantaneo, in presenza di particolari esigenze individuate dall'organo di controllo, delle quali deve essere data motivazione (Sez. 3, n. 30135 del 05/04/2017, dep. 15/06/2017, Boschi, Rv. 270325). Non è precluso neppure l'esame visivo,ancorché esso non sia da solo sufficiente, richiedendo di essere affiancato dal campionamento ( fr. Sez. 3, n. 12471 del 15/12/2011, dep. 03/04/2012, Bacini, Rv. 252226).
Anche laddove la normativa extrapenale prevede specifiche presunzioni legali (come l'ordinamento tributario), il giudice penale resta tenuto alla valutazione dei sottostanti dati di fatto, da considerare unitamente ad elementi di riscontro che diano certezza dell'esistenza della condotta criminosa (Sez. 3, n. 30890 del 23/06/2015, dep. 16/07/2015, Cappellini e altro, Rv. 264251).