Inosservanza prescrizioni contenute nell’autorizzazione: giudizio prognostico ex ante

27 giugno 2018

La Terza Sezione della Cassazione Penale si pronuncia in relazione alla inosservanza delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione ( sentenza del 20 giugno 2018, n. 28493).
Il tribunale aveva ritenuto l’imputato responsabile del reato di cui all’art. 256, 4 comma d. lgs. 152/2006 per aver effettuato operazioni di recupero di rifiuti non pericolosi non rispettando una pluralità di prescrizioni contenute nella comunicazione presentata ai sensi dell’art. 216.
Ebbene, secondo la Cassazione la contravvenzione di inosservanza delle prescrizioni contenute o richiamate nelle autorizzazioni di cui all’art. 256, c. 4 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 è reato formale di pericolo. Il medesimo, pertanto, si configura in caso di violazione delle prescrizioni imposte per l'attività autorizzata di gestione di rifiuti.
Ne discende che  la valutazione in ordine all'offesa al bene giuridico protetto (cioè l’integrità dell’ambiente) cui accede la tutela strumentale del controllo amministrativo da parte della pubblica amministrazione, deve necessariamente retrocedere al momento della condotta secondo un giudizio prognostico "ex ante", essendo irrilevante l'assenza in concreto, successivamente riscontrata, di qualsivoglia lesione al bene giuridico tutelato dalla fattispecie incriminatrice.