Requisiti tecnici per le navi: in arrivo decreto

11 giugno 2018

Il Consiglio dei ministri il 7 giugno ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo – predisposto in attuazione della delega legislativa contenuta nell’articolo 1 della legge di delegazione europea 2016-2017 – che  provvede al recepimento della direttiva (UE) 2016/1629 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 settembre 2016, che stabilisce i requisiti tecnici per le navi adibite alla navigazione interna.
La direttiva è stata introdotta con la finalità di incrementare gli standard di sicurezza per le navi, a protezione dell’uomo e dell’ambiente e tende ad armonizzare i requisiti tecnici per il rilascio dei certificati di navigazione per le navi addette alla navigazione interna, al fine di garantire un livello uniforme di sicurezza della navigazione ed evitare distorsioni della concorrenza tra i Paesi membri.
In questa prospettiva, si mira a migliorare la sicurezza nella navigazione interna e a prevenire l’inquinamento migliorando il trasporto fluviale delle persone e delle cose in Italia, tenendo conto che le vie navigabili interne, le cui potenzialità non sono ancora valorizzate, possono svolgere un ruolo sempre più importante per il trasporto delle merci e delle persone nell'entroterra e come collegamenti con i mari europei.
Si procede a descrivere la procedura prevista per il rilascio del nuovo Certificato unico europeo della navigazione interna. A tal fine, la nave deve essere sottoposta, su iniziativa del proprietario e previa presentazione della documentazione utile, certificata dagli Organismi di classificazione, ad un’ispezione compiuta dalla Commissione territoriale della navigazione interna competente per territorio. Quest’ultima effettua poi le visite per il rinnovo del medesimo certificato nonché quelle addizionali, previste laddove l’imbarcazione subisca un sinistro ovvero sia sottoposta a riparazioni o innovazioni di una certa rilevanza. Nel caso in cui il proprietario o l’armatore omettano di sottoporre l’imbarcazione a tali visite è prevista a loro carico l’irrogazione di una sanzione penale. Oltre a tali ispezioni, restano salve le attività di controllo ordinario compiute dagli uffici dell’autorità competente del luogo in cui avviene il transito dell’imbarcazione.
L’adeguamento normativo ha riguardato anche una serie di regole costruttive da applicare alle navi addette alla navigazione interna e alla connessa gestione dei procedimenti amministrativi relativi ai certificati delle medesime navi, introducendo la Banca europea degli scafi e il Numero unico di identificazione delle navi.
Il nuovo decreto detta con chiarezza gli obblighi cui sono tenuti i proprietari delle unità navali e i poteri di controllo della pubblica autorità e descrive con maggior precisione le condotte che comportano sanzioni penali.