Servizio idrico integrato: controversie sulla tariffa e giurisdizione

02 luglio 2018

Ai fini del riparto della giurisdizione fra giudice ordinario e giudice amministrativo deve aversi riguardo ai fatti indicati a sostegno della domanda, e perciò la controversia con la quale un utente contesti la misura del canone dovuto a un comune per la somministrazione dell'acqua per uso domestico (nella specie in regime di monopolio), appartiene alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria e non a quella del giudice amministrativo, configurandosi la posizione dell'utente in termini di diritto soggettivo, per essere in contestazione soltanto il quantum del canone. La controversia non è, peraltro, riconducibile all'ambito della competenza del Tribunale regionale delle acque pubbliche, in quanto non rientra in alcune delle ipotesi previste dall'art. 140 del t.u. n. 1775 del 1933. Così in passato le Sezioni Unite avevano stabilito (Cass., SS.UU., n. 752 del 1999).
Il Tar Lazio (Roma, Sez. I- quater, del 20 gennaio 2018, n. 723) sulla scia in una recente pronuncia chiarisce che la domanda con la quale l'utente del servizio pubblico di erogazione dell'acqua, contestando l'importo preteso per la fornitura dal gestore del servizio in base ad una determinata tariffa, ne richieda la riduzione in applicazione di una diversa tariffa, introduce una controversia relativa al rapporto individuale di utenza, e spetta pertanto alla giurisdizione del giudice ordinario (Cass., SS.UU., n. 4584 del 2006 e n. 24306 del 2010; vd. anche Cass., SS.UU., n. 7178 del 2014; C. Stato, n. 3226 del 2008).