Deroga al divieto di scarico: onere della prova

11 luglio 2019

I divieti di scarico sono disciplinati all’art. 103 - Scarichi sul suolo - e 104 - Scarichi nel sottosuolo e nelle acque sotterranee - del d.lgs n. 152/06.
La Terza sezione della Cassazione nella pronuncia n. 25340 del 7 giugno 2019 prende in considerazione la deroga al divieto di scarico e l’onere della prova relativo alla sussistenza delle situazioni di accertata impossibilità tecnica o di eccessiva onerosità che determinano la deroga al divieto di scarico.
La Corte ricorda innanzitutto che il sindacato demandato alla Corte di cassazione limitarsi, per espressa volontà del legislatore, a riscontrare l'esistenza di un logico apparato argomentativo.
Il controllo di legittimità sulla motivazione non attiene perciò né alla ricostruzione dei fatti, né all'apprezzamento del giudice di merito, ma è limitato alla verifica della rispondenza dell'atto impugnato a due requisiti, che lo rendono insindacabile:

  • esposizione delle ragioni giuridicamente significative che lo hanno determinato;
  •  assenza di difetto o contraddittorietà della motivazione o di illogicità evidenti.

In relazione all’onere della prova si afferma che in tema di tutela penale contro l'inquinamento idrico, grava sull'imputato l'onere della prova relativa alla sussistenza delle situazioni di accertata impossibilità tecnica o di eccessiva onerosità che determinano la deroga al divieto di scarico delle acque reflue urbane o industriali sul suolo, ed escludono la configurabilità del reato previsto dall'art. 137, comma 11, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152. (“Chiunque non osservi i divieti di scarico previsti dagli articoli 103 e 104 è punito con l'arresto sino a tre anni).