Direttiva PIF e nuovi reati 231

17 giugno 2020

Il 24 gennaio 2020 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo con il quale dare attuazione alla direttiva 2017/1371/UE relativa alla “lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale”.

Questo schema è ad oggi al vaglio delle Commissioni Giustizia e Bilancio per ottenere il relativo parere e riporta delle novità impattanti sul Decreto 231 e sulla responsabilità per fatto reato dell’ente. In particolare lo schema comporterà l’inasprimento delle pene per una serie di reati quando dalla commissione degli stessi derivi una lesione degli interessi finanziari dell'Unione europea. Unitamente a detta restrizione, quanto alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto (relativamente ai reati di dichiarazione infedele, di dichiarazione fraudolenta mediante fatture o e dichiarazione fraudolenta) è stata inserita la punibilità anche del solo tentativo di reato, anche se consumato nel territorio di un altro Stato membro all'interno dell'Unione Europea e se è finalizzato all'evasione dell'IVA per un valore non inferiore ai dieci milioni di euro.

L’intervento normativo inoltre ha puntato lo sguardo anche sull’elusione dei diritti doganali, ripristinando le sanzioni penali per il reato di contrabbando per importi evasi superiori a diecimila euro, fattispecie aggravata per ipotesi in cui l’ammontare dei diritti non pagati sia superiore a centomila euro. Lo schema di decreto, inoltre, interverrebbe anche sul decalogo dei reati presupposto di cui al D.Lgs. 231/2001 con importanti modifiche e new entry relativamente ad alcune fattispecie (frode nelle pubbliche forniture, ex art. 356 c.p., frode ai danni del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia e del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo, ex art. 2, comma 1, L. 898/1986; peculato, ex art. 314, c.1. c.p. (esclusa l’ipotesi di uso momentaneo del bene), peculato mediante profitto dell’errore altrui, ex art. 316 c.p., abuso d’ufficio ex art. 323 c.p.). Non basta! ulteriore giro di vite in casa 231 riguarderebbe l’estensione territoriale dei reati contro la pubblica amministrazione, indicati nell’art. 24 D.Lgs. 231/2001, anche laddove commessi a danno dell’Unione Europea.
Ma le modifiche non si placano poiché in attuazione della Direttiva PIF, subirebbe uno smottamento e ampliamento, anche il recente art. 25-quinquesdecies nel quale, attraverso un nuovo comma 1-bis per il tramite del quale potrebbe essere inserita la punibilità delle persone giuridiche per le gravi frodi IVA nelle ipotesi di dichiarazione infedele (art. 4 D.Lgs. 74/2000), omessa dichiarazione (art. 5 D.Lgs. 74/2000) indebita compensazione (art. 10-quater D.Lgs. 74/2000). Ed ancora le novità non sono finite poiché laddove lo schema fosse confermato, comporterebbe altresì la creazione di un altro articolo nel D.Lgs. 231/2001 (l’art. 25-sexiesdecies, rubricato "Contrabbando”) facendo un ingresso davvero ad effetto prevedendo sanzioni pecuniarie e interdittive per i reati di cui al "Testo Unico delle disposizioni legislative in materia doganale” (D.P.R. 43/1973).