Il giudice potrebbe valutare un campione prelevato al di fuori del metodo ordinario?

04 ottobre 2019

La Cassazione Penale, Sez. III, del 30 agosto 2019, n. 36701 risponde in senso affermativo circostanziando che ciò discende dal carattere procedimentale della norma sul metodo di campionamento.
Infatti, la metodologia indicata dal legislatore per il prelievo e il campionamento degli scarichi idrici ha carattere amministrativo e non assurge a fonte di prova legale del carattere extratabellare degli scarichi, salva la ovvia facoltà del giudice di valutare l'attendibilità tecnica delle analisi compiute su campioni prelevati con metodiche diverse da quelle suggerite dal legislatore.
La norma sul metodo di campionamento dello scarico ha carattere procedimentale, non sostanziale. Sta ad indicare il criterio tecnico ordinario per il prelevamento, ma non preclude che il giudice possa motivatamente valutare la rappresentatività di un campione che, per qualsiasi causa, non è stato potuto prelevare secondo il criterio ordinario (cfr. Cass. Sez. III, n. 14425 del 21.1. 2004, dep. il 24.3.2004, Lecchi; in motivazione, Sez. 3, n. 29884 del 06/07/2006 Rv. 234662 – 01 Ripamonti.)
La metodica normale (campionamento medio nell'arco delle tre ore) non esclude che l'organo di controllo possa procedere ad un campionamento diverso, anche istantaneo, in considerazione delle caratteristiche del ciclo produttivo, del tipo di scarico (continuo, discontinuo, istantaneo), del tipo di accertamento, qualora ciò sia giustificato da particolari esigenze (cfr. anche in motivazione, Sez. 3, n. 30135 del 05/04/2017 Rv. 270325 – 01 Boschi).
In buona sostanza si tratta di una metodica flessibile: accanto al criterio ordinario riferito ad un campione medio prelevato nell’'arco di tre ore si prevede la possibilità di criteri derogatori in relazione al caso concreto che si presenta.
Perciò il mancato rispetto del metodo ordinario di campionamento non integra un vizio di inutilizzabilità dei campioni e conseguenti analisi.