Il proprietario di un’area è responsabile per il deposito incontrollato di rifiuti da parte di terzi perché…

18 luglio 2019

La giurisprudenza un tempo riteneva che in tema di gestione dei rifiuti, la responsabilità del soggetto avente la disponibilità di un’area sulla quale terzi avessero abbandonato rifiuti fosse configurabile soltanto a fronte di un  concorso, a qualsiasi titolo, del possessore del fondo con gli autori del fatto, ovvero per una condotta di compartecipazione agevolatrice.
Oggi l’orientamento è cambiato e si ritiene che il proprietario di un’area su cui terzi depositino in modo incontrollato rifiuti, sia penalmente responsabile dell’illecita condotta di questi ultimi in quanto tenuto a vigilare sull’osservanza da parte dei medesimi delle norme in materia ambientale (Sez.  3, n. 45974 del27/10/2011, Spagnuolo, Rv. 251340).
La responsabilità per l’attività di gestione non autorizzata, infatti, non attiene necessariamente al profilo della consapevolezza e volontarietà della condotta, potendo scaturire da comportamenti che violino i doveri di diligenza per la mancata adozione di tutte le misure necessarie per evitare illeciti nella predetta gestione.
Così si è ritenuto responsabile del reato di gestione non autorizzata di rifiuti il proprietario che conceda in locazione un terreno a terzi per svolgervi un’attività di smaltimento di rifiuti, in quanto incombe sul primo, anche al fine di assicurare la funzione sociale della proprietà (art. 42 Cost.), l’obbligo di verificare che il concessionario sia in possesso dell’autorizzazione per l’attività di gestione dei rifiuti e che questi rispetti le prescrizioni contenute nel titolo abilitativo (Sez.  3, n. 36836 del 09/07/2009, Riezzo, Rv. 244966).
Su questa linea la Cassazione in un recentissimo arresto (sentenza n. 27911 del 25 giugno 2019) ribadisce che nel caso in cui il proprietario conceda, in tutto o in parte, a terzi beni immobili in uso per l’esercizio di un’attività dalla quale scaturisca una produzione di rifiuti, detta attività debba ritenersi soggetta ad autorizzazione.  Pertanto, graverebbe sul proprietario l’obbligo di verificare che l’utilizzazione  dell'immobile avvenga nel rispetto dei parametri legali, e, quindi, che il terzo, cui venga concesso in uso il bene, sia in possesso dell’autorizzazione necessaria per l’attività di gestione di rifiuti che su detto terreno venga esercitata e rispetti le prescrizioni in essa contenute.