La zonizzazione acustica: quali limiti per la pubblica amministrazione?

19 marzo 2020

Come si configura il potere dell’amministrazione comunale in ordine alla zonizzazione acustica? Come si bilancia con le aspettative di coloro che sono legittimamente insediati nel territorio?

Il Tar Lombardia nella recentissima pronuncia del 24 febbraio 2020, n. 155 ricorda la discrezionalità che connota l’attività amministrativa espletata per la classificazione acustica, sia quanto alla delimitazione delle singole zone, sia quanto alla loro classificazione, specialmente in relazione all'individuazione delle classi intermedie.

Ebbene la zonizzazione acustica rappresenta un potere pianificatorio discrezionale, avente lo scopo di migliorare, ove possibile, l'esistente, ma tenendo conto della pianificazione urbanistica, al fine di non sacrificare le consolidate aspettative di coloro che sono legittimamente insediati nel territorio.

Ne consegue che le scelte effettuate dal Comune, sono espressione di discrezionalità tecnica, ancorata all'accertamento di specifici presupposti di fatto: primo tra tutti il preuso del territorio.

I limiti invalicabili sono costituiti, quindi, dai principi di proporzionalità e ragionevolezza, che impongono alla P.A. di adottare un provvedimento non eccedente quanto è opportuno e necessario per conseguire lo scopo prefissato tenendo conto delle posizioni di interesse dei privati coinvolti.

Il piano di zonizzazione acustica può introdurre anche previsioni finalizzate al miglioramento della qualità dei luoghi e alla tutela della salute dei cittadini. Però "un'opzione tendente ad un innalzamento dei valori di qualità del rumore rispetto alla situazione preesistente - in coerenza con le finalità della normativa di settore - deve pur sempre tenere conto della necessità di bilanciare l'interesse alla tutela dell'ambiente con quello alla tutela delle attività (produttive e non) legittimamente esistenti sul territorio comunale.

Pertanto, la zonizzazione acustica tiene in considerazione l'attuale destinazione d'uso delle varie porzioni di territorio e non può incentrarsi solo su quella che si prevede o si auspica le stesse possano avere nel prossimo futuro.