L’art. 41 del Decreto Genova per bloccare i veleni nei campi

25 ottobre 2018

L’articolo 41 del DL del  28 settembre 2018, n. 109, recante “ Disposizioni urgenti per la citta di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze. Disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione”, così prevede: 1. Al fine di superare situazioni di criticità nella gestione  dei fanghi di depurazione, nelle more di  una revisione organica  della normativa di settore, continuano a valere, ai fini  dell'utilizzo  in agricoltura dei fanghi di cui all'articolo 2, comma  1,  lettera  a), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99, i limiti dell'Allegato IB  del  predetto  decreto,  fatta  eccezione  per  gli idrocarburi (C10-C40), per i quali il limite e': ≤ 1.000  (mg/kg  tal quale).  Ai  fini  della  presente  disposizione,  per  il  parametro idrocarburi C10-C40, il limite di 1000 mg/kg  tal  quale  si  intende comunque rispettato se la ricerca dei marker di cancerogenicità fornisce valori inferiori a quelli definiti ai sensi  della  nota  L, contenuta nell'allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008  del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, richiamata nella decisione 955/2014/UE della Commissione del 16 dicembre 2008”.
Il Ministro dell’Ambiente commenta il suddetto articolo, che introduce l’obbligo di dosare gli idrocarburi, ma anche altre sostanze pericolose contenute nei fanghi.
Si discorre dei fanghi provenienti dalla depurazione di acque reflue derivanti da scarichi civili e da insediamenti produttivi dell’agroalimentare, ricchi di sostanze organiche.
Nell’articolo 41, pertanto, - spiega il ministro - sono stati attribuiti specifici parametri agli idrocarburi ed è stato inserito il riferimento a sostanze specifiche (diossine, furani, selenio, berillio, cromo, arsenico…).
Tali parametri rappresenterebbero il riferimento in sede di controlli delle agenzie ambientali regionali, le Arpa, dall’Ispra o dalle forze di polizia.  
Di qui, il Ministro conclude onde scagionare ulteriori critiche al decreto: “Non è quindi un’autorizzazione ad inquinare ma l’esatto contrario. L’articolo 41 e le successive integrazioni parlamentari servono a bloccare chi fino ad oggi ha sparso veleni nei campi”.