L’impugnazione di progetti di opere lesive dell’ambiente: occorre la prova della dannosità dell’opera?

06 maggio 2019

La questione controversa si incentra sulla legittimazione ad agire contro provvedimenti di approvazione di progetti di opere ed impianti potenzialmente impattanti sul territorio, dal punto di vista ambientale, urbanistico e paesaggistico e se si richieda la prova della concreta dannosità dell’impianto.
La giurisprudenza è divisa e il Consiglio di Stato Sez. V del 2 aprile 2019, n. 2176  accoglie l’orientamento prevalente, secondo il quale la legittimazione ad agire contro provvedimenti di approvazione di progetti di opere ed impianti potenzialmente impattanti sul territorio, dal punto di vista ambientale, urbanistico e paesaggistico, non richiede una dimostrazione puntuale della concreta dannosità dell’impianto che, in quanto ancora da realizzare si tradurrebbe in una prova di carattere diabolico, ma anche soltanto una prospettazione plausibile delle ripercussioni negative. Si argomenta che un rigore in tal senso sul piano probatorio si porrebbe in violazione dei principi costituzionali sanciti dall’art. 24 e 113 della Costituzione.
La legittimazione ad agire costituisce una condizione dell’azione giurisdizionale e, pertanto, pretendere ai fini della dimostrazione di essa una prova effettiva del danno prospettato si traduce nell’errore di sovrapporre un accertamento proprio del merito, eventualmente rilevante per fare emergere le illegittimità dedotte dei provvedimenti abilitativi impugnati e/o ai fini del risarcimento del danno.
Si tratta, quindi, in buona sostanza di comprendere che l’accertamento della legittimazione è doveroso e scagiona l’accesso in giudizio di soggetti portatori di interessi di mero fatto, ma senza sovrapporre un accertamento proprio del merito.
Si può esigere, quindi, una prospettazione plausibile dei pregiudizi potenziali di un impianto solo progettato, alla luce della sua collocazione territoriale e delle sue caratteristiche tecniche e funzionali, ma non una dimostrazione puntuale dei danni da esso in ipotesi derivanti.