Liquami zootecnici: rifiuti liquidi o scarichi?

01 aprile 2020

La Cassazione si pronuncia ancora una volta sul confine tra la normativa sulla tutela delle acque e quella in tema di rifiuti, in particolare sui reflui zootecnici. La questione è se si applichi la disciplina degli scarichi o piuttosto quella dei rifiuti, quali rifiuti liquidi.

Così la Cass. Pen., Sez. III, del 11 marzo 2020, n. 9717, chiarisce che ai liquami prodotti dall'allevamento di bovini non si applica la disciplina degli scarichi, che può invocarsi solo a determinate condizioni.

La disciplina degli scarichi – per l’appunto - trova applicazione solo se il collegamento fra ciclo di produzione e recapito finale sia diretto ed attuato, senza soluzione di continuità, mediante una condotta o altro sistema stabile di collettamento (Sez. 3, n. 16623 del 08/04/2015 - dep. 21/04/2015, P.M. in proc. D'Aniello, Rv. 26335401).

In definitiva la disciplina sugli scarichi vige soltanto se il collegamento tra ciclo di produzione e recapito finale sia diretto ed attuato mediante un sistema stabile di collettamento, costituito da un sistema di deflusso, oggettivo e duraturo, che comunque canalizza, senza soluzione di continuità, in modo artificiale o meno, i reflui fino al corpo ricettore, mentre in tutti gli altri casi nei quali manchi il nesso funzionale e diretto delle acque reflue con il corpo recettore si  verte invece nell’ambito della disciplina sui rifiuti.

La Corte ricorda che a tale ragionamento si è pervenuti anche con riferimento alla raccolta di liquami zootecnici (Sez. 3, n. 15652 del 16/3/2011, Nassivera, Rv. 250005; Sez. 3, n. 27071 del 20/5/2008, Cornalba e altro, Rv. 240264), potendosi escludere la riconducibilità della condotta all’art. 256 d. lgs. 152/2006 solo quando le materie fecali siano impiegate nell’attività agricola.