Modifica dell’art. 184-ter TUA nella conversione del decreto Sblocca cantieri!

10 giugno 2019

Lo scorso 6 giugno il Senato ha approvato il disegno di Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, recante disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici (c.d. Sblocca cantieri).
Ebbene nel testo predisposto in sede di conversione e trasmesso ora all’attenzione della Camera dei Deputati compare un importante intervento in materia di End of waste. Nello specifico, al fine di perseguire l’efficacia dell’economia circolare, il comma 3 dell’articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è così  riformulato.
“3. Nelle more dell’adozione di uno o più decreti di cui al comma 2, continuano ad applicarsi, quanto alle procedure semplificate per il recupero dei rifiuti, le disposizioni di cui al decreto del Ministro dell’ambiente 5 febbraio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 1988, e ai regolamenti di cui ai – 5 – decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 12 giugno 2002, n. 161, e 17 novembre 2005, n. 269. Le autorizzazioni di cui agli articoli 208, 209 e 211 e di cui al titolo III-bis della parte seconda del presente decreto per il recupero dei rifiuti sono concesse dalle autorità competenti sulla base dei criteri indicati nell’allegato 1, suballegato 1, al citato decreto 5 febbraio 1998, nell’allegato 1, suballegato 1, al citato regolamento di cui al decreto 12 giugno 2002, n. 161, e nell’allegato 1 al citato regolamento di cui al decreto 17 novembre 2005, n. 269, per i parametri ivi indicati relativi a tipologia, provenienza e caratteristiche dei rifiuti, attività di recupero e caratteristiche di quanto ottenuto da tale attività. Tali autorizzazioni individuano le condizioni e le prescrizioni necessarie per garantire l’attuazione dei princìpi di cui all’articolo 178 del presente decreto per quanto riguarda le quantità di rifiuti ammissibili nell’impianto e da sottoporre alle operazioni di recupero. Con decreto non avente natura regolamentare del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare possono essere emanate linee guida per l’uniforme applicazione della presente disposizione sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle verifiche sui rifiuti in ingresso nell’impianto in cui si svolgono tali operazioni e ai controlli da effettuare sugli oggetti e sulle sostanze che ne costituiscono il risultato, e tenendo comunque conto dei valori limite per le sostanze inquinanti e di tutti i possibili effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al precedente periodo, i titolari delle autorizzazioni rilasciate successivamente alla data di entrata in vigore della presente disposizione presentano alle autorità competenti apposita istanza di aggiornamento ai criteri generali definiti dalle linee guida”.
L’emendamento ha sollevato immediate reazioni positive: in attesa dell’adozione di uno o più decreti torna alle Regioni la competenza per le autorizzazioni agli impianti volti al trattamento dei rifiuti e quindi si sblocca lo stallo in cui si versava.
L'emendamento, d’altro canto,  è stato anche oggetto di critiche in quanto pur chiarendo il contesto relativo alle autorizzazioni rilasciate per gli impianti in linea con il DM 5 febbraio 1998 rinvia in modo deludente ad un futuro decreto del Ministero dell'Ambiente. Le Regioni rilasceranno le autorizzazioni ordinarie solo attenendosi alle norme nazionali per il recupero salvo in definitiva per profili residuali e in particolar modo- così commentano Utilitalia e FISE Assoambiente - non potranno procedere ad autorizzazioni "caso per caso" che tengano conto di processi e utilizzi di materiali innovativi per valorizzare specifiche realtà produttive.
Vedremo!
Sulla problematica si legga  https://www.ambientelegaledigesta.it/magazine/autolesionismo-eow-e-biometano-come-voler-impedire-allitalia-di-crescere