Pastazzo di agrumi: rifiuto

30 gennaio 2020

Al centro dell’attenzione è il pastazzo di agrumi e la sua qualifica come sottoprodotto o piuttosto come rifiuto.

Così la Cass. Pen., Sez. III, del 15 gennaio 2020, n. 1426 torna a ribadire che è corretta la qualificazione quale  rifiuto  del “pastazzo” esposto senza alcun particolare accorgimento agli agenti atmosferici e soggetto, stante la sua composizione, a naturali processi di fermentazione, tali da consentire di escluderne una destinazione diversa dal mero abbandono, che non viene meno neppure nel caso in cui una parte dello stesso venga utilizzata per cibare il bestiame (negli stessi termini, Sez. 3, Sentenza n. 38364 del 27/6/2013, Beltipo, Rv. 256387).

Nella fattispecie sul terreno in affitto ed in uso al ricorrente era presente un consistente quantitativo di “pastazzo”, conferito previo acquisto da una società che lo cedeva quale scarto di produzione per destinarlo a mangime per gli animali allevati. La Corte territoriale aveva considerato la natura originaria di sottoprodotto del “pastazzo” rilevando, tuttavia, che le modalità con le quali lo stesso era stato rinvenuto consentivano di qualificarlo come rifiuto, applicando conseguentemente le relative sanzioni previste dalla disciplina emergenziale per l’abbandono o il deposito incontrollato ed assolvendo l’imputato per le condotte prodromiche al conferimento del materiale sull’area nella sua disponibilità.