Prelievo abusivo di acqua dalla condotta idrica comunale: giurisdizione del giudice ordinario

22 ottobre 2018

Il TAR Campania, Napoli, Sez. VII del 17 ottobre 2018, n. 6042 si pronuncia in ordine alla competenza giurisdizionale sulle controversie relative all’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria per il prelievo abusivo di acqua dalla condotta idrica comunale.
Innanzitutto, si rammenta che la sanzione pecuniaria, disciplinata dalla Legge n. 689 del 24 novembre 1981, costituisce la reazione dell'ordinamento alla violazione di un precetto cui è estranea qualunque finalità ripristinatoria o risarcitoria. La commisurazione della misura afflittiva si compie alla stregua di un potere che è ontologicamente diverso dalla discrezionalità amministrativa, che presuppone, invece, una ponderazione di interessi. La sanzione pecuniaria è garantita dai principi di legalità, personalità e colpevolezza e suscettibile di integrale riesame giudiziale (senza alcun limite di merito amministrativo).
Sul piano del riparto della giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, è necessario distinguere tra sanzioni punitive e misure ripristinatorie, riconoscendo solo nel secondo caso la giurisdizione del giudice amministrativo.
Di qui, si giunge ad affermare che sulla controversia relativa all’irrogazione di sanzione amministrativa pecuniaria per il prelievo abusivo di acqua dalla condotta idrica comunale vige la giurisdizione ordinaria. La sanzione pecuniaria di cui alla  L. n. 689 del 1981, infatti, si pone quale reazione dell'ordinamento alla violazione di un precetto ed è priva di finalità ripristinatoria o risarcitoria.