Qualificazione come rifiuto deriva da dati obiettivi

05 ottobre 2018

La Cassazione torna ad occuparsi della nozione di rifiuto (Cass. Pen., Sez. III, del 13 settembre 2018, n. 40687), ribadendo che è ormai da escludere una valutazione soggettiva della natura dei materiali da classificare o meno quali rifiuti.  Il “rifiuto” non si identifica in ciò che è inutile alla stregua di una scelta individuale, ma in ciò che è qualificabile come tale in base a dati obiettivi che definiscano la condotta del detentore o un obbligo al quale lo stesso è comunque tenuto, quello, appunto, di disfarsi del suddetto materiale.
Per di più la natura di rifiuto di un determinato materiale non viene meno in ragione di un accordo di cessione a terzi, né del valore economico dei beni stessi riconosciuto nel medesimo accordo, occorrendo fare riferimento alla condotta e volontà del cedente di disfarsi dei beni, e non all'utilità che potrebbe ritrarne il cessionario.
In buona sostanza, le oggettive caratteristiche di una sostanza o un oggetto, la sua origine, le condizioni in cui è rinvenuta si pongono quali indicatori della qualificazione come rifiuto. E ciò perché  si può sulla base di ciò verificare se l’originario detentore abbia inteso disfarsene e soprattutto perché è possibile constatare la necessità o meno di specifiche attività di gestione, quali il recupero, cui sono sottoposti i rifiuti.
Di qui si afferma che “la qualificazione di una sostanza o un oggetto quale rifiuto consegue a dati obiettivi che definiscano la condotta del detentore o un obbligo al quale lo stesso è comunque tenuto, quello, appunto, di disfarsene, con conseguente esclusione della rilevanza di valutazioni soggettive ed indipendentemente da una eventuale riutilizzazione economica, potendosi tali dati ricavare anche dalla natura della sostanza o dell’oggetto, dalla sua origine, dalle condizioni, dalla conseguente necessità di successive attività di gestione e da ogni altro elemento idoneo a ricondurlo nell’ambito della definizione datane dall’art. 183, comma 1, lett. a) d.lgs. 152\06”.