Reato di discarica abusiva: differenze rispetto all’abbandono e alla gestione illecita

17 luglio 2019

La giurisprudenza si preoccupa ancora una volta di definire il reato di discarica abusiva (Cass. Pen.,  Sez. III,  del 21 giugno 2019, n. 27692).
Si ricordano le differenze con la condotta di abbandono.  Proprio l’elemento della occasionalità distingue l'abbandono dalla discarica e tale caratteristica può essere desunta da elementi indicativi quali le modalità della condotta (ad es. la sua estemporaneità o il mero collocamento dei rifiuti in un determinato luogo in assenza di attività prodromiche o successive al conferimento), la quantità di rifiuti abbandonata, l'unicità della  condotta di abbandono.
La discarica, invece, richiede una condotta abituale, come nel caso di plurimi conferimenti, ovvero un'unica azione ma strutturata, anche se in modo grossolano e chiaramente finalizzata alla definitiva collocazione dei rifiuti in loco.
Si discorre poi delle differenze con il reato di illecita gestione di cui al primo comma dell’art. 256 d.lgs. 152\06, che  sanziona l’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti posta in essere in assenza di valido titolo abilitativo.
Si specifica che si tratta di condotte diverse da quelle di realizzazione e gestione di discarica abusiva, sebbene il trasporto e lo smaltimento possano correlarsi a tale ultima attività, pur differenziandosene.
Si afferma che l’illecita gestione può riguardare, in determinati casi, condotte prodromiche al conferimento di un rifiuto in discarica, mentre la realizzazione o gestione di una discarica in assenza di autorizzazione presuppongono la predisposizione di un’area adibita a tale scopo o l’apprestamento di una organizzazione, ancorché rudimentale, diretta al funzionamento della discarica.