Ambiente Legale Digesta, Settembre - Ottobre 2016

gestione

È gestione abusiva dei rifiuti quando la condotta non è occasionale

di Claudia Annaloro

Si coglie l’occasione di una recente sentenza per tracciare il percorso della giurisprudenza succedutasi in tema di gestione non autorizzata dei rifiuti. Nello specifico si verificheranno gli orientamenti nel tempo delineati che si sono interrogati sull’applicabilità o meno dell’art. 256, primo comma del Testo Unico ambientale a condotte meramente occasionali.
Ed invero, la sentenza in commento pare mettere un punto definitivo alla querelle circa la punibilità di una sola condotta occasionale, tracciando i confini di rilevanza della norma penale.


  • Con tre sentenze del 2016 viene ribaltato l’orientamento giurisprudenziale formatosi in ordine al campo di rilevanza della fattispecie penale che punisce l’attività di gestione non autorizzata di rifiuti.
  • Prima di tali sentenze, infatti, si riteneva che anche un singolo trasporto occasionale di rifiuti non autorizzato integrasse la fattispecie penale prevista dall’art. 256, primo comma.
  • Ad oggi, ai fini dell’applicazione dell’art. 256, primo comma è stato stabilito che sia necessario che la condotta costituisca un’attività di gestione di rifiuti e non una mera condotta occasionale.
  • Il soggetto privato, non titolare di una impresa e non titolare di un ente, che abbandoni in modo incontrollato un proprio rifiuto, e che a tal fine lo trasporti occasionalmente nel luogo ove lo stesso verrà abbandonato, risponderà solo dell’illecito amministrativo di cui all’art. 255 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

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