Ambiente Legale Digesta, Settembre - Ottobre 2016

Aggiornamento

La nota del Ministero prot. n. 10045 del 1 luglio 2016 sulla cessazione della qualifica di rifiuto: certezze e dubbi

di Paola Scartoni


Prendendo le mosse dalla nota del Ministero Prot. n. 10045 del 1° luglio 2016, con il presente contributo si vogliono verificare i limiti ed i presupposti sulla base dei quali un rifiuto cessa di essere tale ai sensi e per gli effetti dell’art. 184 – ter del d.lgs. 152 del 2006.
Nello specifico, attraverso un puntuale excursus normativo tanto comunitario quanto nazionale, ci si interrogherà sui dispositivi delle autorizzazioni dei rifiuti allorquando non sussistano né provvedimenti comunitari né decreti che procedano a stabilire i criteri dell’End of Waste.
Da ultimo, si cercherà di comprendere gli oneri di adeguamento di un gestore allorquando viene emanato un provvedimento specifico che preveda dei nuovi criteri sulla cessazione della qualifica di rifiuto.

  • I criteri di definizione della cessazione della qualifica di rifiuto vengono stabiliti da regolamenti europei e da decreti ministeriali.
  • In mancanza dei suddetti termini i criteri ai fini dell’ottenimento dell’End of Waste vengono prescritti in sede di rilascio dell’autorizzazione alla gestione dei rifiuti.
  • A livello comunitario sono stati adottati tre regolamenti che disciplinano la cessazione della qualifica dei rifiuti per i rottami metallici, di vetro e di rame.
  • In caso di emanazione di provvedimenti contenenti nuove disposizioni sull’End of Waste, non è necessario avere una nuova autorizzazione ma è necessario adeguarsi ai nuovi criteri di cessazione della qualifica di rifiuto emanati.

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